Anelli di cipolla fritti

Anelli di cipolla fritti: il fast food americano per eccellenza

È impossibile pensare ad un menù americano senza immaginare, in tavola, un vassoio di gustosissimi anelli di cipolla fritti, accompagnati dalle tipiche salse tradizionali (ketchup e maionese) o dalle più svariate e speziate salse barbecue.

In effetti, si tratta di uno di quei piatti simbolo di una nazione, che hanno, poi, conquistato il mondo intero fino a fondersi con le usanze culinarie di altri Paesi. Ma da dove arriva questa ricetta così semplice eppure così particolare?

Anelli di cipolla fritti: le controverse origini

Sembra incredibile che un contorno che parla, letteralmente, d’America in tutto il globo non abbia origini certe.

In effetti, sono in tanti a rivendicarne la paternità e, attualmente, non ci sono informazioni che lascino trasparire dove sia la verità senza ombra di dubbio.

Tornando indietro nel tempo, una ricetta per le cipolle francesi pare sia apparsa sul Daily Times di Middletown (New York) nel 1910, anche se il giornale non ha mai confermato né la cosa né un suo ipotetico ruolo nell’invenzione della pietanza.

È stata ritrovata, poi, all’interno di una pubblicità apparsa sul The New York Times Magazine, una ricetta quasi identica, risalente al 1933, firmata Crisco (un brand che produce grasso vegetale utilizzato nella cucina americana al posto di burro e strutto): qui, gli anelli di cipolla venivano intinti nel latte e poi infarinati, per poi essere fritti.

In realtà, secondo alcune fonti, però, si potrebbe spostare la manopola del tempo ancora più indietro: una ricetta chiamata “French fried onions” era nota già nel 1908 e Fannie M. Farmer, un’esperta cuoca autrice di diversi libri vissuta a cavallo tra il 1800 e il primo Novecento, pubblicò una ricetta chiamata “cipolle fritte”.

Ad ogni modo, un aspirante inventore ci sarebbe: si tratta della catena di ristoranti texani Kirbys Pig Stand (oggi non più esistente sotto questo nome) fondata ad Oak Cliff, all’inizio degli anni ’20, e proprietaria, al culmine del suo successo degli anni ’40, di oltre 100 locali disseminati per gli Stati Uniti.

Eppure… sembra che nessuno di questi sia il vero proprietario intellettuale e gastronomico di questa prelibatezza: in un libro di cucina datato 1802, infatti (The Art of Cookery Made Easy and Refined,di John Mollard), una ricetta chiamata “Cipolle fritte al parmigiano” suggerisce di tagliare le cipolle in anelli, per intingerle in una pastella fatta con farina, panna, sale, pepe e parmigiano, e poi di friggere il tutto in abbondante lardo bollente, sottolineando come aumentarne il gusto servendo con una salsa composta di burro fuso e mostarda; suona familiare?

Gli anelli di cipolla, oggi

Serviti da soli o insieme alle patatine fritte, utilizzati come contorno sfizioso o come antipasto, gli anelli di cipolla, con la loro inconfondibile crosticina dorata e quel tipico sapore forte, dolciastro e intenso, sono un must dell’american food odierno.

La ricetta è rimasta invariata, nel corso degli anni, e si basa tutta sulla conformazione di questi bulbi: si tagliano, infatti, questi anelli in maniera trasversale, lasciando pressoché intatta la sagoma circolare, si intingono in pastella o uovo e pangrattato e si friggono in profondità.

Esistono anche varianti con pasta di cipolle o senza uovo, pensate, ad esempio, per gli intolleranti o i vegani.

Come nell’Ottocento e nel Novecento, infine, ancora oggi gli anelli di cipolla si servono, su un letto di insalata, insieme a salse di ogni tipo, pronte per essere apprezzate anche dai palati più esigenti!

La ricetta degli anelli di cipolla: ingredienti e procedimento

Preparare gli onion rings è davvero semplice. In pochissime mosse, e con ingredienti comuni, è possibile riempire vassoi interi il cui contenuto andrà, sicuramente, letteralmente a ruba in pochi minuti.

Ingredienti per circa 50 anellini:

  • 2 cipolle grandi (possibilmente tonde e dolci, come quelle di Tropea);
  • 90 grammi di farina;
  • 100 ml di latte intero;
  • mezzo cucchiaino di lievito istantaneo (per salati);
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva;
  • 1 uovo;
  • un pizzico di sale;
  • olio di semi di arachidi per la frittura.

La prima cosa da fare è preparare la pastella: si setaccia la farina insieme al lievito in polvere, si aggiunge uovo, olio extravergine di oliva e latte e si lavora con la frusta. Una volta ottenuto un composto omogeneo (e assolutamente privo di grumi) si copre con la pellicola e si lascia riposare per una mezz’ora.

Nel frangente, si può ottimizzare il tempo sbucciando e tagliando le cipolle di traverso, in modo da ottenere dei cerchietti abbastanza regolari, da dividere per ottenerne sfoglie singole.

A questo punto, si versa l’olio di semi in una friggitrice o in una padella antiaderente e, mentre si scalda, si intingono gli anelli nella pastella: basterà, quindi, immergerli e friggerli fin quando non assumono la tipica doratura, per poi salarli (ed eventualmente peparli), serviti in un vassoio ricco di carta assorbente che elimini gli eccessi oleosi.

Per i più golosi, abbondare con salse presentate in piccole ciotoline sarà un valore aggiunto e, allo stesso modo, si può impreziosire il gusto della pastella utilizzando diverse spezie, come paprika, prezzemolo o coriandolo…

… per un sapore a prova di West!

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