Burro di arachidi

Burro di arachidi: proprietà, benefici e valori nutrizionali

Non c’è statunitense che non ne abbia sempre almeno un barattolo di scorta nella credenza: parliamo del burro d’arachidi e del suo corposo ed intenso gusto che, negli ultimi anni, ha conquistato anche l’Italia.

Si tratta di uno di quegli alimenti che, nel nostro Paese, era quasi irreperibile, almeno fino agli anni ’70, e a cui i più fortunati potevano accedere soltanto grazie a parenti ed amici trasferitisi nel Nuovo Mondo. Oggi, anche i supermercati sono pieni di proposte diverse relative a questa leccornia, anche se, molto spesso, non si tratta del prodotto ottenuto con la ricetta originale americana.

Burro di arachidi: caratteristiche e proprietà

Chi ama sperimentare sapori esotici e diversi da quelli usuali avrà di certo assaggiato la tahina, un alimento tradizionale mediorientale, a base di semi di sesamo, che, da secoli, allieta anche i palati di greci e nordafricani. Il burro d’arachidi viene considerato l’analogo a livello occidentale: entrambi hanno sapori molto forti, intensi e provocano quasi dipendenza in chi ha la fortuna di assaggiarli.

In America, oggi, c’è larga diffusione di questo prodotto che viene utilizzato per confezionare gustosissimi sandwich dove viene abbinato, quasi sempre, a marmellata di fragole o ciliegie, anche se non mancano gli utilizzi alternativi, come utilizzarlo per condire fettine di mela o dare vita a goduriose barrette al cioccolato.

In generale, il mercato ne mette a disposizione due versioni:

  • Creamy – cremosa e senza grumi;
  • Crunchy – meno macinata e piena di pezzetti croccanti.

Ma a proposito, pezzetti di cosa?

Il nome stesso suggerisce che si tratti di un prodotto a base di quelle che, qui in Italia, spesso chiamiamo “noccioline americane“, cioè, appunto, i semi di arachidi, piante originarie proprio del Sud America. La pasta, però, è ricca anche di acido palmitico (un comune acido grasso saturo), sale e zucchero e contiene, oltre ai grassi, anche proteine, fibre, vitamine, acido oleico, arginina, acido folico e sali minerali.

In realtà, l’arachide è una pianta molto antica, che si ritiene fosse già ampiamente utilizzata in popolazioni di moltissimi secoli fa, come Aztechi e Inca: soltanto la scoperta dell’America è riuscita a farla conoscere all’Europa; infatti, spagnoli e portoghesi la portarono in Africa e Asia, dove è diventata parte della cultura gastronomica locale; in questi Paesi, in effetti, salse, condimenti, ma anche snack (come le arachidi bollite in acqua salata), sfruttano proprio questo ingrediente. In Italia, d’altro canto, siamo abituati a comprare l’olio di semi di arachidi per le nostre migliori fritture. Tuttavia, la coltivazione di questa pianta non è popolare nei nostri territori, ma molto di più in zone tropicali o subtropicali che rivelano un clima di certo più ideale allo scopo.

Non bisogna dimenticare, in ogni caso, che si tratta di un alimento iperlipidico ed ipercalorico: non solo è sconsigliato abusarne, ma l’ideale è anche verificare eventuali reazioni allergiche da parte di soggetti particolarmente sensibili. Per il resto, se ben dosato, costituisce una gustosissima via per un ottimo apporto di nutrienti importanti, risultando una componente piacevole da aggiungere, anche per i bambini, a condimenti, panini e spuntini.

Valori nutrizionali del burro di arachidi

La tabella dei valori nutrizionali del burro d’arachidi è piuttosto ricca.

Per 100 grammi di prodotto, infatti, si ha un valore energetico di 589 Kcal e:

  • circa 24 grammi di proteine;
  • circa 21 grammi di carboidrati;
  • circa 8 grammi di zuccheri;
  • circa 50 grammi di grassi, di cui 7,6 saturi, 23 monoinsaturi e 14 polinsaturi;
  • 8 grammi di fibra alimentare;
  • 17 milligrammi di sodio;
  • zero colesterolo.

Burro di arachidi: origini e curiosità

Secondo il Peanut Advisory Board della Georgia (una società statunitense che accorpa tutti i produttori di arachidi), il burro d’arachidi costituirebbe il più antico avo dei cibi geriatrici della storia: secondo questa fonte, purtroppo non accreditata e, quindi, senza riscontro concreto, questa ricetta sarebbe, infatti, nata ad opera di un dottore di Saint Louis, un certo George A. Bayle jr., che cercava un sostituto proteico della carne per tutti i pazienti che avevano difficoltà a masticare o ad ingoiare alimenti solidi oppure per coloro che non avevano la disponibilità economica di procurarsi un cibo che, all’epoca (parliamo della fine del XIX secolo) era molto costoso.

Inoltre, c’è una piccola curiosità che, forse, può far sorridere: tra le tante fobie sviluppate dall’essere umano nel corso dei secoli, esiste anche quella che prende il nome di “arachibutirofobia” che individua coloro che sono terrorizzati dal fatto che il burro d’arachidi possa attaccarsi al palato durante la masticazione! Si tratta di una bizzarra paura che può scatenarsi anche con attacchi d’ansia e panico, dovuti al timore di morire soffocati a causa della consistenza, particolarmente cremosa e densa, di questo alimento. Naturalmente, una preoccupazione spropositata, che potrebbe essere relativa anche ad altri cibi ugualmente pastosi; secondo gli psicologi, si tratterebbe semplicemente di una “variazione” dell’apprensione fobica di coloro che hanno avuto modo di scoprire che, i soggetti allergici, possono anche andare in shock anafilattico ingerendo questo alimento in maniera sconsiderata.

Conclusioni

Il burro d’arachidi rappresenta il compromesso perfetto tra gusto e proprietà nutritive: a patto di utilizzarlo senza eccessi e di verificare un’eventuale sensibilità allergica a frutta secca e semi, si rivela il prodotto perfetto per nutrire bambini ed adulti, offrendo una nota di gusto in più a cibi, snack e spuntini attraverso ingredienti assolutamente naturali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *